3 aprile 2026

Il Mahler tridimensionale di Paavo Järvi: la Prima Sinfonia con la Tonhalle di Zurigo

 Coniugare inventiva, freschezza, suprema qualità strumentale e profondità di dettaglio è un’impresa assai più ardua di quanto possa sembrare, anche in un autore che guida per mano l’interprete con dovizia di indicazioni e che è ormai pane quotidiano per qualsiasi grande orchestra internazionale. Eppure in questa Prima sinfonia di Gustav Mahler – la terza incisa da Paavo Järvi nel ciclo in corso di realizzazione con la Tonhalle-Orchester di Zurigo dopo le numero 5 e 2 – il miracolo riesce, ponendosi come una voce originale in un catalogo ormai sterminato.

Copertina del CD della Sinfonia n. 1 di Gustav Mahler diretta da Paavo Järvi con la Tonhalle-Orchester Zürich
Mahler: Sinfonia n. 1 - Paavo Järvi e la Tonhalle-Orchester Zürich 

   Se certa eccentricità negli stacchi dei tempi e nella loro gestione interna potrebbe comportare – e in altre registrazioni firmate da Järvi ha comportato – una frammentazione dell’arco narrativo, qui tutto scorre fluidamente, ogni scelta non solo è consequenziale, ma concorre a mantenere alta la tensione. C’è un’orchestra ora vellutata, ora tellurica, con archi morbidissimi e ottoni lucenti, che azzanna nervosamente gli incisi più impetuosi lasciando emergere in filigrana gli echi bucolici o popolareschi, come reminiscenze o perturbazioni di un pensiero musicale.

   È un Mahler fluente in cui ciascun contrasto di scrittura non è frattura timbrico-sonora ma tridimensionalità dinamico-espressiva, sia nei moti turbolenti, su tutti quelli del quarto movimento, sia nei grandi afflati melodici. Ma soprattutto questo disco è un paradigma di come dovrebbe essere prodotta una registrazione dal punto di vista tecnico per nitidezza della ripresa, chiarezza del suono, trasparenza della concertazione e ampiezza di campo.

Paolo Locatelli

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